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ROMA
Approfondimenti
24 Ottobre 2026

DUE CHIACCHIERE CON… Alessandro Fontana

Il tecnico dell’Under 17 Élite e Direttore Tecnico della Petriana racconta il suo percorso, la crescita dei giovani e i valori di una società che considera una vera famiglia.

Dieci anni alla Petriana, una lunga esperienza nel mondo del calcio professionistico e una convinzione che accompagna ogni giorno il suo lavoro: prima di formare un calciatore bisogna formare una persona.

Protagonista del nuovo appuntamento con “Due chiacchiere con…” è Alessandro Fontana, allenatore dell’Under 17 Élite e Direttore Tecnico della Petriana. Con lui abbiamo parlato della crescita del settore giovanile, degli obiettivi sportivi e di quel senso di appartenenza che rappresenta uno dei valori più importanti della società.

Qual è la tua visione del progetto sportivo della Petriana e quali obiettivi ti sei posto per la crescita del settore giovanile?

«Il mio sogno è quello di vedere, un giorno, tutte le squadre della Petriana composte per l’80-90% da ragazzi cresciuti nella nostra scuola calcio e nel nostro settore giovanile.

Sarebbe un traguardo straordinario, non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche per il senso di appartenenza che riusciremmo a costruire. Credo molto in questo aspetto, perché un ragazzo che cresce all’interno della stessa società sviluppa un legame particolare con la maglia e con l’ambiente.

Naturalmente mi piacerebbe anche vedere alcuni dei nostri giocatori arrivare nel calcio professionistico. Sarebbe una grande soddisfazione per tutti.

Un altro obiettivo importante è portare tutte e cinque le categorie agonistiche nei campionati Élite. Attualmente ne abbiamo tre e vogliamo mantenerle, cercando contemporaneamente di conquistare almeno un’altra categoria Élite tra Under 15 e Under 16.

Dobbiamo continuare a lavorare con ambizione, costruendo qualcosa di importante e duraturo.»

Alleni l’Under 17 Élite, una categoria importante, con ragazzi vicini al calcio dei grandi. Come sta crescendo il gruppo e su quali aspetti stai lavorando maggiormente?

«Stiamo lavorando sotto tutti gli aspetti: fisico, tecnico, tattico e soprattutto comportamentale.

Dico sempre ai miei ragazzi che considero l’Under 17 l’ultimo vero anno del settore giovanile. Dall’Under 19 si comincia già a respirare il calcio dei grandi, confrontandosi anche con giocatori fuori quota.

Per questo motivo dobbiamo prepararli nel modo più completo possibile, non soltanto come calciatori, ma anche dal punto di vista della mentalità e della responsabilità.

Abbiamo iniziato la preparazione il 17 agosto e devo dire che il gruppo sta rispondendo molto bene. Sono ragazzi uniti, coesi, che lavorano con grande intensità durante ogni allenamento.

Anche i risultati ottenuti in questo inizio di stagione sono molto positivi, addirittura superiori alle aspettative. Ma non dobbiamo fermarci: la strada è ancora lunga e dobbiamo continuare con la stessa determinazione.»

Quanto conta, secondo te, formare prima la persona e poi il calciatore? Come si traduce questa filosofia nel lavoro quotidiano alla Petriana?

«Per me è un principio fondamentale: prima di essere calciatori bisogna essere uomini.

È una filosofia che cerco di trasmettere ogni giorno insieme al mio staff e che rispecchia pienamente i valori della Petriana.

La serietà, il comportamento dentro e fuori dal campo, il rispetto degli avversari, dei compagni, della società e dello staff sono aspetti che considero persino superiori alla componente tecnico-tattica.

Naturalmente lavoriamo per migliorare i nostri ragazzi come giocatori, ma contemporaneamente abbiamo la responsabilità di accompagnarli nella crescita personale.

Il calcio può insegnare tantissimo, ma soltanto se viene vissuto con i valori giusti. Per come intendo io questo sport, la persona viene sempre prima di qualsiasi risultato.»

La Petriana è una società con una lunga storia e valori importanti. Cosa la rende speciale rispetto alle altre realtà calcistiche romane?

«Quest’anno festeggio il mio decimo anno alla Petriana e posso dire di aver trovato qui il mio ambiente ideale, dopo una lunga carriera nel calcio professionistico, sia da giocatore sia da allenatore.

Spesso nel calcio si sente dire che una società è una famiglia. Alla Petriana, però, questa parola ha davvero un significato concreto.

Esiste una grande unione di intenti tra società, allenatori e staff. Ci confrontiamo continuamente, ci consigliamo, organizziamo riunioni per migliorare e andiamo a vedere anche le partite delle altre squadre.

C’è una collaborazione autentica, che va oltre il semplice rapporto professionale. Ognuno cerca di aiutare l’altro, senza invidie o rivalità interne.

Remiamo tutti nella stessa direzione e questo, secondo me, rappresenta il vero valore aggiunto della Petriana.

È qualcosa che si percepisce ogni giorno e che considero una delle nostre armi in più rispetto ad altre realtà calcistiche.»

Guardando ai prossimi anni, quale Petriana vorresti costruire e quale messaggio vuoi trasmettere ai ragazzi che oggi indossano questa maglia?

«Vorrei una Petriana sempre più capace di valorizzare i ragazzi cresciuti nel proprio vivaio, creando un percorso che li accompagni dalla scuola calcio fino alle categorie agonistiche più importanti.

Mi piacerebbe che ogni ragazzo sentisse davvero questa maglia come qualcosa di suo, sviluppando un senso di appartenenza forte e duraturo.

Il mio obiettivo è contribuire alla crescita di una società sempre più competitiva, capace di raggiungere risultati importanti e, magari, accompagnare alcuni giovani verso il professionismo.

Ma il messaggio che voglio trasmettere è soprattutto quello di non dimenticare mai i valori fondamentali: rispetto, serietà, impegno e spirito di gruppo.

Perché i risultati sportivi sono importanti, ma ciò che rimane davvero è il percorso umano che ogni ragazzo compie attraverso il calcio.»

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UNA FAMIGLIA, UNA MAGLIA, UN FUTURO DA COSTRUIRE

Dalle parole di Alessandro Fontana emerge una visione chiara: la crescita della Petriana passa attraverso i suoi giovani, il lavoro quotidiano e la condivisione di valori che vanno oltre il terreno di gioco.

Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare la propria identità, con l’ambizione di formare calciatori sempre più preparati e, soprattutto, persone capaci di portare con orgoglio i colori della Petriana.

Perché prima dei risultati viene la crescita. E prima del calciatore viene sempre la persona.

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