Dietro ogni partita c’è un grande lavoro organizzativo. Qual è il tuo ruolo all’interno della Petriana e quali sono le sfide più importanti nel coordinare allenatori, squadre e società avversarie durante la stagione?
Innanzitutto, ci tengo a ringraziare Filippo Lupi e Luca Fasulo per la grande fiducia che hanno riposto in me, affidandomi un incarico così delicato e centrale per la società. Il mio ruolo è quello di fare da collante tra la componente tecnica e quella puramente organizzativa. Nel concreto, mi occupo di comunicare e prendere accordi puntuali con le altre realtà sportive, oltre a fungere da punto di riferimento centrale per tutti i rapporti ufficiali con la Federazione. La sfida più complessa e stimolante è riuscire a far quadrare tutta la complessa macchina logistica: parliamo di incastrare alla perfezione gli orari, ottimizzare l’assegnazione degli spazi a disposizione e gestire le tempistiche delle varie categorie durante l’intera settimana e nei weekend. Il mio obiettivo quotidiano è far sì che tutte le partite e le attività della scuola calcio possano svolgersi con successo e senza il minimo intoppo. Lavoro dietro le quinte affinché i ragazzi, gli allenatori e i genitori debbano concentrarsi esclusivamente sul campo, vivendo l’esperienza sportiva nel modo più sereno possibile.
La Petriana è una realtà in cui tanti ragazzi crescono insieme, dentro e fuori dal campo. Quanto conta, secondo te, creare un ambiente organizzato, sereno e positivo per accompagnarli nel loro percorso sportivo?
Conta tantissimo, direi che è la base di tutto. I ragazzi passano con noi gran parte del loro tempo libero e noi abbiamo una grande responsabilità educativa. Se trovano un ambiente caotico o teso, lo assorbono inevitabilmente. Al contrario, un’organizzazione precisa e un clima sereno trasmettono loro sicurezza. Sapere che ci sono regole chiare, ma applicate in un contesto positivo, permette ai ragazzi di esprimersi, di sbagliare senza paura e di imparare. Noi non formiamo solo calciatori, ma i giovani uomini di domani. Un ambiente sano è il primo ‘allenamento’ per insegnare loro a stare al mondo.
Nel tuo lavoro hai modo di confrontarti quotidianamente con allenatori e altre società. Cosa pensi renda speciale la Petriana e quali valori cerchi di trasmettere attraverso il tuo impegno?
Ciò che rende unica la Petriana è il forte senso di appartenenza. Non siamo solo una società sportiva, siamo una famiglia con una storia e un’identità radicate; è qualcosa che si respira appena varchi il cancello del nostro centro sportivo. Attraverso il mio lavoro quotidiano cerco di trasmettere prima di tutto la cultura del rispetto e dell’accoglienza. Se noi dirigenti siamo i primi a essere precisi, a rispettare le regole e ad accogliere le società avversarie con il sorriso e con professionalità, stiamo già dando il buon esempio ai nostri ragazzi. L’educazione sportiva parte proprio da come ci comportiamo noi adulti fuori dal campo.
Al di là dei risultati e delle classifiche, qual è la soddisfazione più grande che questo ruolo ti regala? C’è un momento o un episodio che ti ha fatto sentire particolarmente orgoglioso di far parte della famiglia Petriana?
La soddisfazione più grande va ben oltre il punteggio finale di una singola partita: la leggo quotidianamente nei volti dei nostri ragazzi. Vederli arrivare al campo carichi di entusiasmo e guardarli andare via stanchi ma sorridenti dopo essersi divertiti con i compagni, ripaga davvero di ogni sforzo. A questo si aggiunge la fiducia inestimabile che le famiglie ripongono in noi ogni giorno, affidandoci non solo il tempo libero dei loro figli, ma anche un pezzo della loro crescita umana.
Se devo pensare a un momento di orgoglio, più che un singolo episodio mi viene in mente l’atmosfera che si respira in certi weekend nel vivo della stagione. Mi fermo un attimo, guardo i campi pieni dalla mattina alla sera, ascolto le indicazioni dei mister, il rumore dei palloni, e osservo le tribune affollate con centinaia di persone che si incrociano condividendo la stessa passione. Quando realizzo che tutta questa complessa organizzazione logistica sta funzionando alla perfezione e che ogni cosa è al suo posto, provo un’emozione speciale. In quegli istanti, sapere di aver lavorato dietro le quinte per rendere possibile tutta quell’aggregazione e quella gioia pura, mi fa sentire profondamente fiero di appartenere alla grande famiglia della Petriana.